Una settimana di concerti, dibattiti, cinema. Tutte le sere grandi artisti e tanti giovani in festa. Partimmo con la moto io e Renzo Giorgetti e a Ravenna ci unimmo agli altri grossetani Massimo Nannini e Alessandro Ramacciotti. Tra i partecipanti trovai anche mio cugino Nino Di Annunzio di Campli (TE), che purtroppo quattro anni dopo mori per una brutta malattia.
L’organizzatore del festival fu il segretario della FGCI Massimo D’Alema, che incrociavamo spesso nei pomeriggi tra gli stands, con la sua camicia bianca.
Dagli altoparlanti dell’area veniva trasmesso il long playing Via Paolo Fabbri 43 di Francesco Guccini, uscito da poco e lì ebbi modo di conoscere in anticipo La Locomotiva, L’Avvelenate ecc… prima di ascoltarle dal vivo la sera del 29 luglio.
Durante l’evento si verificarono forti contestazioni da parte di gruppi dell’estrema sinistra contro la sinistra storica del PCI, proprio ad anticipare quanto poi sarebbe avvenuto l’anno successivo con il Movimento del Settantasette che in un’occasione fece saltare anche un comizio del leader della CGIL Luciano Lama all’Universtà della Sapienza a Roma.
Nella settimana del festival si verificarono anche forti tensioni tra gruppi di autonomi e forze dell’ordine, con un poliziotto che ferì due giovani con colpi di pistola. Tutte le mattine l’organizzazione forniva una rassegna stampa ciclostilata che conservo ancora in archivio e che pubblico.
Ricordo che nella serata di chiusura venne un forte temporale che costrinse Edoardo Bennato a suonare non dal palco principale, ma sotto un piccolo tendone e con pubblicco ridotto. L’acquazzone aveva allagato il campeggio e in tanti erano impegnati a risistemare le tende e mettere in salvo gli zaini.
_Cinquanta anni dopo Renzo si imbatte in un filmato su you tube relativo all’evento. Nel finale del video di TVM, una tv locale di Ravenna, siamo ripresi noi due mentre passiamo in moto, probabilmente durante spostamento dal campeggio di Lido Adriano al centro di Ravenna in occasione della manifestazione finale dove parlò il compagno Giancarlo Pajetta.
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