La notte tra il 14 ed il 15 giugno del 1944, alcune formazioni della Brigata Garibaldi entrarono nel centro di Grosseto e dopo aver preso possesso del palazzo comunale e altre sedi istituzionali, nel corso della mattina seguente riuscirono a liberare Grosseto dai fascisti, prima città capoluogo dopo Roma. Durante l’azione partigiana, morirono sei uomini, Giuseppe Cennini, Luigi Falciani, Renato Ginanneschi, Paolo Santucci, Elvio Palazzoli ed Agostino Sergenti. Grazie al sacrificio di queste giovani vite, quando il 16 giugno le truppe alleate entrarono in città e trovarono una Grosseto già liberata.
Oggi pomeriggio, in occasione dell’82° anniversario, l’ANPI, Associazione nazionale Partigiani d’Italia ha ricordato le figure dei sei partigiani caduti deponendo sei rose rosse sulla lapide sotto Porta Vecchia.
Dopo una breve introduzione, il presidente della sezione Anpi Palazzoli Romeo Carusi, ha passato la parola alla presidente del comitato provinciale Anpi “Norma Parenti” Antonella Coppi. Dopo di lei, ha portato il saluto della Provincia di Grosseto il vice presidente Valentino Bisconti. A seguire l’intervento della direttrice dell’ISGREC Ilaria Cansella, dei rappresentanti della sezione Anpi Carla Nespolo e dell’Officina dei Giovani Antifascisti. Il discorso conclusivo è stato di Giuseppe Corlito.
Tutti gli interventi hanno fatto riferimento alla nostra Costituzione ANTIFASCISTA e condannato ancora una volta la scelta dell’amministrazione locale di intestare una via al gerarca fascista almirante, responsabile di numerosi eccidi nazifascisti nella nostra Maremma e al filosofo del fascismo Giovanni Gentile.
Al termine della cerimonia, Lara Palazzoli, sorella del giovane Elvio Palazzoli, Giuseppe Corlito, Romeo Carusi e altre compagne e compagni della Sezione Palazzoli, si sono recati a pochi metri di distanza ed hanno deposto una corona di alloro nel punto esatto in cui gli ultimi nazifascisti, che versarono sangue partigiano a Grosseto, vilipesero il cadavere del fratello Elvio scaraventandolo giù dalla mura.
|