La Chiusa di San Leopoldo è un’importante opera idraulica voluta dal Granduca Leopoldo II di Lorena nel 1828 per la bonifica del Lago di Castiglione. Questo luogo, sul ponte della Fiumara, vicino a Marina di Grosseto, si menziona anche per la strage nazista di San Leopoldo.
Come in tanti altri tragici eventi che accompagnarono la ritirata delle truppe germaniche lungo il litorale tirrenico dopo la liberazione di Roma, qui il 12 giugno 1944 avvenne un rastrellamento di reparti di SS, che portò la morte a Fortunato Falzini (40 anni), Giuseppe (53 anni) e Livio Botarelli (16), padre e figlio, Olga (46 anni) e Giancarlo Lari (16) madre e figlio, Roma Madioni (43 anni). Sopravvisse un altro ferito, Armando Lari, che aveva cercato scampo all’interno di una botola.
Per tenere alta la memoria di questa strage, da una decina di anni e stato installato un cippo con i nomi e un pannello con tutti i particolari sulla strage.
Nel giorno della ricorrenza l’ANPI organizza un presidio con deposizione di una corona.
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